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In ambiente farmaceutico come gestire icontrolli mirati alla promozione della salute dei lavoratori in azienda?

15 Ottobre 2020 News

Lo abbiamo chiesto a Serenella Bruschi, Microbiology Laboratory Specialist di Angelini Pharma S.p.A

 

  • In ambiente farmaceutico parliamo in genere di controlli ambientali rispetto ai prodotti che vengono realizzati e alla loro peculiare applicazione. Che dire invece di controlli mirati alla promozione della salute dei lavoratori nelle aziende?

Uno dei principali rischi a cui siamo sottoposti anche come lavoratori è quello connesso alla salubrità dell’aria. In relazione a questo aspetto si parla tanto delle problematiche relative al particolato atmosferico e alle sostanze chimiche nocive che possiamo respirare, assieme ad eventuali rischi ambientali di tipo fisico.

Ma, aerodispersi nell’aria e depositati sulle superfici che ci circondano, ci sono anche le sostanze di origine biologica, che vanno dalle particelle non vitali, come acari ed allergeni, fino ai batteri, alle muffe con le loro ife, ed ai virus. Come è noto questi ultimi si replicano come eventuali commensali di cellule batteriche (i virus batteriofagi) e all’interno di organismi superiori, dagli animali fino all’uomo.

L’attenzione sulla salubrità dell’aria e ai rischi connessi sulle persone, in genere viene posta in relazione agli ambienti outdoor, con monitoraggio delle aree più soggette ad inquinamento e valutazioni conseguenti.

Ci si dimentica che la maggior parte di noi trascorre circa il 95%-97% delle proprie giornate in ambienti indoor e che questi spesso sono locali condizionati, a volte con ricambi scarsi e con aria a ricircolo, quindi privi di aria primaria.

Secondo le stime dell’OMS, l’inquinamento dell’aria interna è responsabile di 4,3 milioni di decessi ogni anno.

L’attuale pandemia da Covid-19 è un esempio di rischio biologico di enorme portata.

Il virus ci ha coinvolti ad ogni livello della nostra vita e tanti sono stati i decreti emanati dai governi, fino alla drasticità dei lockdown e le problematiche connesse, ovviamente, anche ai luoghi di lavoro, penalizzando globalmente le attività produttive, le organizzazioni aziendali, la Sanità a tutti i livelli. Il mondo intero sta facendo pesantemente i conti con un frammento di RNA virale, denominato SARS-CoV-2.

 

Come determinare e gestire il rischio biologico?

 La qualità dell’aria degli ambienti indoor è un argomento sul quale, da alcuni anni, è vivo il dibattito in merito agli indicatori da utilizzare per la valutazione. A livello nazionale ed internazionale sono diversi gli approcci proposti e nessuno di questi prevale.

Molte linee guida, in relazione al rischio biologico dell’aria confinata, dettano direttive spesso concordanti, su limiti numerici di inquinamento complessivo, ponendo l’attenzione sulla necessità di identificare la tipologia di contaminanti rilevati in classi differenziali, ma non si è ancora giunti a metodi di controlli e specifiche condivise.

Si attende di pervenire a un set di indicatori che costituisca una base valida per un generico ambiente indoor e che sia definita una procedura condivisa per la loro determinazione, assieme all’individuazione di valori soglia a cui far riferimento.

Un sistema corretto di approccio ad una valutazione aziendale di rischio biologico complessivo, è rappresentato dall’utilizzo degli strumenti della risk analysis.

Ci sono diverse tecniche per effettuare una analisi del rischio che servono a facilitare la valutazione tramite un approccio schematico e razionale, partendo dalla individuazione delle zone più critiche, prendendo in esame le attività che i lavoratori svolgono al loro interno e considerando il tempo di esposizione complessivo agli agenti biologici che sono stati individuati come più caratterizzanti.

Il punto più importante, dopo aver stabilito i requisiti, è la focalizzazione delle strategie che possono essere adottate per contenere il rischio stesso.

Si parte quindi dalla pianificazione di test periodici e mirati ( prelievo aria, controllo superfici tramite swab/contact plate, verifica gas, analisi di liquidi per filtrazione su membrana microporosa, test genetici di identificazione virus, identificazione batteriche, controllo endotossine e glucani con LAL test), effettuando valutazioni in relazione alla tipologia di lavoro presa in considerazione (identificazione delle aree di rischio, valutazione tempi di esposizione del lavoratore , individuazione di DPI dedicati), valutando la quantità e la qualità degli agenti eziologici riscontrati (esempio: Legionella, SARS-CoV-2, muffe e allergeni, agenti emergenti), per giungere ad un piano di azioni correttive mirato (sanificazione di condotte aria condizionata, superfici, trattamenti aria ambientale, azione su parametri fisici come temperatura, umidità relativa, velocità dell’aria, frequenza di ricambi).